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CONSORZI STABILI: MODIFICATO L’ART. 67 DEL CODICE
31 Marzo 2026
Con la recente legge n. 34 dell’11 marzo 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo, viene riscritto il comma 5 dell’art. 67 del d.lgs. 36/2023. Si tratta di un aggiornamento atteso dagli operatori del settore, destinato a incidere sugli equilibri tra le diverse tipologie di consorzi.
Il cambiamento più rilevante consiste nell’estensione anche ai consorzi stabili della possibilità di qualificarsi non soltanto sulla base dei propri requisiti, ma anche valorizzando quelli delle imprese consorziate, inclusi mezzi, attrezzature e organico medio. In precedenza, questa opportunità era riconosciuta solo ai consorzi di cooperative e a quelli tra imprese artigiane, lasciando i consorzi stabili in una posizione meno chiara e spesso svantaggiata, soprattutto in relazione alla partecipazione alle gare. Con il nuovo intervento normativo, questa disparità viene superata, riportando le diverse forme consortili a un assetto più uniforme e coerente.
A questa apertura si accompagna però un rafforzamento dei requisiti richiesti. Il nuovo testo non si limita più a richiamare il comma 3, ma include anche il comma 1 dell’art. 67, rendendo pienamente applicabili ai consorzi stabili i criteri di capacità tecnica ed economico-finanziaria previsti per le procedure di affidamento. In sostanza, se da un lato si amplia la possibilità di qualificazione, dall’altro si introducono controlli più rigorosi, in un equilibrio volto a prevenire utilizzi impropri dello strumento consortile.
Ulteriore elemento di chiarimento riguarda le modalità operative di applicazione di tali requisiti. La norma, attraverso l’uso del termine “ovvero”, indica le alternative disponibili e richiama esplicitamente l’allegato II.12 del Codice, che disciplina il sistema di qualificazione per lavori sopra i 150.000 euro. Questo rinvio consente di collegare la disposizione a un quadro già strutturato, evitando interpretazioni difformi e riportando la disciplina nell’alveo delle regole del sistema SOA, con un risultato complessivo più ordinato e coerente.
Il rafforzamento dei consorzi stabili viene, di fatto, collegato alla loro capacità di sostenere modelli aggregativi capaci di garantire ampia partecipazione, concorrenza e adeguata capacità esecutiva, soprattutto in un contesto in cui la crescente complessità delle commesse richiede strutture organizzative solide. In tale prospettiva, la modifica all’art. 67 del Codice, pur essendo puntuale, assume un rilievo concreto e destinato a incidere in modo significativo sulle dinamiche di accesso alle gare e sul ruolo dei consorzi stabili nel mercato dei lavori pubblici.
Per tutte le novità, si rimanda alla lettura integrale del testo di legge.
Redattore: Redazione UPI